...Yudhisthira said “I am Kanka, the Brahmana. I have wandered for many years seeking knowledge, and I have learnt the science of dice. I wish now to live in Matsya. If you accept me in your household I will teach you dice, and also how to move the chaturaji chessmen.”

He untied his blue cloth and showed the king his golden dice, set with turquoise dots, and said “With these or any others, be they of one colour or red against black, I can teach you to play so that you never lose”.

Mahabharata, Book 4

Una persona che una volta teneva a me mi ha consigliato di aggiungere questa nota per evitare che darmi del gentleman anche se in disgrazia potesse dare l'impressione di essere incorregibilmente arrogante.

 

Chi fosse inciampato in queste righe avrà forse capito che il titolo e il suo sottotitolo sono legati a due libri che mi sono cari, uno di George Orwell e l'altro di Laurence Sterne. Quanto al gentiluomo, oltre al fatto di suonare bene, anche solo duecento anni fa il concetto era molto meno borghese e comprendeva anche gente dalla vita discutibile come potrebbe essere la mia. Thomas De Quincey sarebbe forse d'accordo. Al fondo di tutto c'è un riferimento all'idea di gentiluomo confuciano, che mi è particolarmente cara.